Villa imperiale del Casale

una fresca testimonianza di vita del passato

Villa imperiale del Casale

Il grandioso complesso della Villa Imperiale del Casale è una villa Romana immersa in un'incantevole campagna a 6 chilometri dal centro della verdissima Piazza Armerina. Una meraviglia artistica dichiarata Patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco nel 1997.

Gli scavi che hanno riportato alla luce questo superbo complesso furono iniziati nel 1761, ripresi nel 1935-1936 e sono continuati sino agli anni '50 del secolo scorso; ancora oggi le parti della villa riservate agli schiavi restano sepolte sotto I limitrofi boschetti di querce e noccioli: si è potuto così apprezzare in pieno lo splendore di questo insieme che era una villa di campagna e un lussuoso soggiorno di caccia poiché numerosi mosaici dipingono scene venatorie. Fu eretto verso la fine del III secolo d.C. o agli inizi del IV, e fu poi abitato fino al XII, quando venne interrato dai depositi alluvionali. Le sue dimensioni ci offrono indizi per scoprire il proprietario; soltanto un uomo di notevole ricchezza e prestigio sociale poteva far costruire un edificio simile. Ecco perchè gli studiosi ritengono che appartenesse a Massimiano, che condivise l'Impero dal 286 al 305 d.C. con Diocleziano.

È una complessa architettura di sale, peristili, cortili, gallerie, terme, resa preziosa dalla splendida decorazione musiva che ricopre tutti i pavimenti. Sono i mosaici più vasti e più belli della romanità che ci siano giunti, la cui superficie complessiva era in origine di 3500 mq. Ci sono pervenuti, se non totalmente, per la maggior parte, così che li possiamo apprezzare pienamente, grazie anche all'ottima sistemazione di opportune passerelle che permettono di vedere dall'alto quelli più belli. La tecnica e lo stile delle raffigurazioni, che si ricollegano ai pavimenti dell'Africa settentrionale, li fanno ritenere opera di maestranze africane; molti pannelli furono creati oltremare e poi spediti in Sicilia.

I mosaici sono policromi e ispirati, a quanto se ne può desumere, ai dipinti greci; allo stesso tempo sono caratterizzati da uno sfondo monocromo, indicativo del fatto che le due tradizioni musive si erano fuse. Vi sono raffigurati tutti gli eventi e i piaceri della vita quotidiana, dal ballo al sesso, dai massaggi alla caccia, dagli sport al giuoco dei bambini.

L'ingresso immette in un atrio poligonale a portico, con una fontana quadrata al centro; restano tratti della pavimentazione musiva, a motivi geometrici colorati; in fondo si apre l'ingresso alle terme e a destra quella dei locali di abitazione. Le terme comprendono tre sale con riscaldamento sotto il pavimento; i mosaici raffigurano scene marine o scene attinenti al bagno, per esempio in un saletta, su mosaici purtroppo in parte mutilati, sono raffigurati giovani a cui viene praticato il massaggio da servi al cui braccio pende la fiaschetta dell'olio, per cui si pensa che quel luogo fosse adibito a unzioni e massaggio dopo il bagno.

Il peristilio o grande corridoio centrale, con colonne marmoree e nel mezzo un'ampia fontana, accoglieva gli ospiti; presenta mosaici con medaglioni entro i quali sono raffigurate teste di anomali domestici e selvatici, una notevole documentazione faunistica. A sud del peristilio vi sono le cucine, gli alloggi principali e la grande sala da pranzo, chiamata il “Triclinio” dove i mosaici rappresentano le Fatiche di Ercole; sul lato orientale, invece, l'Ambulatorio e il suo unico e maestoso mosaico che raffigura una scena venatoria (la Grande Caccia), è la principale attrazione della struttura: 60 metri di pannelli che narrano la cattura di animali selvatici, alcuni destinati ai combattimenti al Colosseo romano. Una distesa di colori ricca di figure umane, elefanti, tigri,cinghiali, struzzi, pantere e il leone nordafricano, che i romani cacciarono sino all'estinzione. A metà strada, vicino ai gradini, compare un personaggio dal manto rosso, circondato da guardie, che si presume sia Massimiano. Dal lato occidentale del peristilio si passa a un vestibolo trapezoidale la cui decorazione è molto importante: vi è raffigurata infatti la domina, la matrona della villa, che accompagna i figli alla terme. La minuziosa rappresentazione dell'abbigliamento e soprattutto della pettinatura è un prezioso riferimento cronologico, perchè la moda di acconciarsi con i capelli indietro si diffuse nell'epoca dei tetrarchi. Da qui si passa al Salone del Circo dove vi è raffigurata la corsa dei carri lungo una pista del Circo Massimo di Roma.

Lungo il lato settentrionale del portico si apre una serie di stanze decorate a mosaici per lo più geometrici. Dal corridoio della Grande Caccia si sale lungo il portico meridionale dove si aprono altre sale, fra cui la famosa sala delle Dieci Ragazze: vi sono raffigurate 10 ginnaste con una maestra che premia le migliori. La cosa più curiosa è che le fanciulle indossano succinti bikini 1770 anni prima che fosse inventato. In realtà sono verosimilmente rappresentate in biancheria intima. Da non perdere anche il cubicolo dei Fanciulli Cacciatori, dove sono ritratti durante la caccia a lepri ed anatre.

Dal corridoio della Grande Caccia si accede anche alla grande aula o basilica, fiancheggiata dalle stanze degli appartamenti privati. Particolarmente varie e fantasiose sono qui le decorazioni musive: mostri marini, ludi circensi, lotta tra Eros e Pan, Ulisse e Polifemo e persino una scena erotica. Dal lato sud del peristilio, attraverso un corridoio decorato a volute di acanto, si passa al peristilio ellittico, con 4 piccole stanze sui lati: tra i mosaici, amorini vendemmiatori e putti.

Così per l'abilità degli artisti che li hanno composti, attraverso questi mosaici torna a noi una fresca testimonianza di vita del passato.

 

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una fresca testimonianza di vita del passato