Riserva Naturale dello Zingaro

da Castellammare a San Vito Lo Capo: bianche calette, mare turchese e acque incontaminate

Riserva Naturale dello Zingaro

In taluni casi, l'abusivisimo edilizio, gli agglomerati industriali e le nuove vie di comunicazione deturpano tratti della costa siciliana. Certamente questo non è il caso della Riserva Naturale dello Zingaro, tra Castellammare del Golfo e San Vito lo Capo, di notevole splendore per le sue spiagge e acque incontaminate, per le bianche calette incastonate in un mare turchese, per le scogliere e per la ricca varietà di flora, di fauna, e per i sentieri escursionistici.

La Riserva dello Zingaro, area protetta della Sicilia, dal 1981, dopo una manifestazione di massa da parte degli ambientalisti contro la costruzione di una strada costiera che collegasse Castellammare a San Vito lo Capo. La Riserva dello Zingaro, è stata il catalizzatore per più di 25 altri parchi e aree protette in Sicilia. Lo Zingaro si estende su una superficie di 4.076 ettari, 7 km di litorale ed un altezza massima di 916 metri.

Facendo ingresso dalla strada costiera a Sud, lato Scopello, si incontrano sette calette sino ad arrivare alla costa di San Vito lo Capo, versante Nord, per un tempo di 2 ore (solo andata) di sola camminata a piedi (è vietato introdurre mezzi di trasporto). La prima è Cala della Capreria, poi Cala del Varo raggiungibile via mare, Cala della Disa, Cala Berretta, Cala Marinella, Cala Torre dell'Uzzo, per finire con Tonnarella dell'Uzzo, sede del Museo delle Attività Marinare. Vicino l'ingresso di Scopello, la riserva dispone di un parcheggio, di un centro informazioni per i visitatori (tel. 0924 35 093) e di un piccolo Museo Naturalistico.

I visitatori locali, solitamente, frequentano le spiagge della Riserva durante i fine settimana, ma per chi volesse passare una giornata di mare in completo isolamento, basta preferire le spiagge dalla seconda caletta in poi o raggiungere le più distanti, verso San Vito, per mezzo di una barca. 

Il periodo migliore per le escursioni è sicuramente quello primaverile (dal mese di Aprile ai primi giorni del mese di Giugno). La Riserva si visita solo a piedi, perchè nulla deve disturbare la speciale flora qui presente, con la sua quarantina di specie di uccelli come i rari rapaci tra cui i falchi pellegrini, le aquile del Bonelli, i grifoni, o gli uccelli marini come i Cory e Manx berte (gli uccelli marini più piccoli d'Europa) e nulla deve calpestare l'endemica fauna rappresentata da 670 specie di piante e alberi. Il simbolo rappresentativo della Riserva è sicuramente la palma nana, unica palma autoctona europea, rigogliosa in tutto il parco, ma vi sono anche imponenti alberi di carrubo, olivi, ornielli e arbusti di sughero.

Gli itinerari per la visitata orientata alla Riserva sono numerosi e, facendo attenzione alla segnaletica e alle mappe fornite dal centro visitatori, si può scegliere quello più adeguato alle proprie esigenze. Parallelamente al percorso costiero si può percorrere il sentiero di mezza costa, un po più interno e faticoso, passando da Pizzo del Corvo, da Contrada Sughero ove sono presenti diversi rifugi ex caseggiati rurali, per arrivare sino a Borgo Cusenza, piccolo borgo rurale perfettamente conservato, 16 Km, con un dislivello di 2.000 piedi (604 m).

Anche San Vito lo Capo e Scopello sono località cui vale la pena visitare. San Vito lo Capo è una maestosa roccia che si affaccia sul mare, con una larga, lunga e bianca spiaggia ed un corso principale da fare invidia ai Californiani. Scopello è un villaggio tra monti e mare limpidissimo con un piccolo centro medievale frequentato dai giovani e dai numerosi turisti. 

 

 

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