Il vino Siciliano

uve d'eccellenza e produttori internazionali

Anche se ad imporre la viticoltura come elemento durevole dell’economia siciliana furono i normanni, secondo gli archeologi la coltivazione della vite in Sicilia risale al 1400a.C..

Grazie a terreni particolarmente fertili, al sole cocente e ad estati lunghe, la produzione del vino, fino a poco tempo fa, si è più basata sulla quantità che sulla qualità. Recentemente, si è tuttavia verificato un notevole cambiamento orientato alla qualità del prodotto grazie all’implementazione di moderne tecniche di vinificazione che hanno, inoltre, fatto guadagnare alla Sicilia l’appellativo di “nuova California”, cosi come dimostra il clamore suscitato dai produttori europei che sempre più in tanti decidono di investire e piantare le loro viti nei fertili terreni siciliani.

Per raggiungere gli attuali livelli d’eccellenza, i produttori hanno dovuto tenere conto del grande caldo estivo siciliano, rimpiazzando i bassi arbusti delle viti che, a causa del sole battente sviluppano grandi quantità di zucchero, con viti che crescono su un “tetto” costituito da fili di ferro, lontano dal terreno che riflette il calore; si potano i viticci per migliorare la qualità; si raccolgono i grappoli precocemente e di notte per impedire il crollo dei livelli di acidità e mantenere il gusto; si mantengono gli acini pressati in tini freschi per evitare che la fermentazione inizi in anticipo.

Le uve a bacca bianca autoctone più conosciute sono Grecanico, Catarratto, Inzolia e Grillo; a volte abbinate con uve Chardonnay e Savigno Blanc, danno vita a bianchi di grande interesse. Tra i vini bianchi segnaliamo il Vigna di Gabbri e il Donnafugata, il Colomba Platino, il bianco di Valguarnera ed il più semplice Corvo. Tra i più rinomati il barricato Chardonnay Planeta.

L’uva a bacca rossa siciliana per antonomasia è senz’altro il Nero D’Avola, simile al Syrah nel colore scuro e nel gusto robusto e fruttato. Tra le uve coltivate di grande potenzialità citiamo i Cabernet, il Merlot e l’autoctono Cerasuolo di Vittoria.

Tra i vini dolci il Marsala la fa da padrone anche se di monore reputazione rispetto al passato. Da segnalare l’unicità del gusto intenso e generoso del Passito di Pantelleria (di grande livello il Ben Ryè Donnafugata) e la sublime Malvasia di Lipari, nella particolare versione di Salina (Isole Eolie). 

NERO D'AVOLA

Premiato con la medaglia d’oro al Vinitaly nell’85, nell’86 e nel ’92, nella categoria dei vini designati con IGT, vini rossi con più di sei anni dalla vendemmia, questa caratteristica uva a bacca rossa siciliana deve gran parte del suo successo a livello mondiale al noto conte siciliano Lucio Tasca d’Almerita, titolare dell’omonima azienda vitivinicola, che dal 1970 decise in maniera lungimirante di separare il Nero d’Avola dalla sua tradizione di vino di quantità, curandone qualità e profumi. Vino forte, che può raggiungere i 15 gradi, attestandosi normalmente sui 13,5 oggi viene coltivato su 14.000 ettari sull’intera isola Siciliana ed è considerato uno degli “ambasciatori” della Sicilia nel mondo. Non è però sempre stato cosi, infatti, prima dell’ardita impresa del conte sopraccitato, il Nero d’Avola era considerato semplicemente un vino robusto, ottimo per il taglio.

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