Acireale

cittadina che domina il mare e terra di contadini

Acireale

Acireale (161 m, 52862 abitanti) è una splendida cittadina che domina il mare dall'alto, distesa nella campagna che profuma di zagara. È il più grande dei sette centri situati nella parte orientale dell'Etna, che hanno in comune il prefisso "Aci". L'origine di questo prefisso è legato alla presenza di un flusso d'acqua, il cui percorso oggi è prevalentemente sotterraneo a causa delle eruzioni laviche succedute e, inoltre legato alla leggendaria storia d'amore tra Aci e Galatea.

Acireale non è terra di pescatori ma di contadini. Distrutta dal terremoto del 1693, ha un aspetto settecentesco come Catania. Il flusso della vita nella città riflette davvero il ritmo tranquillo della sua gente, tra gli eleganti bar in Piazza Duomo, un rito di nobili ricordi scorre tutt'intorno.
L'evento più grande ed importante, ad Acireale, è il Carnevale, con la sua sfilata di carri allegorici e maschere da ogni parte del mondo.

La città fu costruita in prospettiva: una terrazza affacciata sul mare, e nel 1326, dopo l'insediamento romano e poi più tardi dopo quello bizantino, fu distrutta da un terremoto e da diverse incursioni dal mare. Nel 1642 divenne proprietà dello Stato con il nome di Aci Reale. Il centro originario persiste ancora in Piazza Duomo, completata nella prima metà del '600. Dopo il terremoto del 1693, la ricostruzione fu coordinata dal Duca di Camastra con il suo protagonista principale, il pittore Pietro Paolo Vasta. La classe nobile e la ricca borghesia si stabilirono lungo gli assi principali e il clero si occupò di riparare i danni nelle chiese e a dare vita a nuove edificazioni, in modo da strutturare il centro storico esattamente come lo vediamo ancora oggi. L'espansione del XIX secolo ha esteso gli assi dell'attuale Corso Savoia, che insieme a viale Principe Amedeo e Corso Umberto I forma un perfetto triangolo. All'ingresso sud della città, si trovano le terme di S. Venera con una sorgente di acqua sulfurea (22 ° C) proveniente da S. Venera al Pozzo, un quartiere in cui le terme del Xiphonie, forse di origine greca , furono arricchite dai Romani da un edificio i cui resti sono ancora oggi visibili. Attraverso Corso Vittorio Emanuele, si giunge in Piazza Vigo, dominata dalla splendida facciata barocca della Basilica di S. Sebastiano, preceduta da una balaustra ornata con dieci statue settecentesche che rappresentano i personaggi del Vecchio Testamento. L'impianto architettonico del XVII secolo, fu restaurato dopo il terremoto del 1693, e si possono ammirare affreschi e tele, di notevole pregio, di Pietro Paolo Vasta, oltre al settecentesco "fercolo" utilizzato per la processione del santo patrono, che si tiene, ogni anno, il 20 gennaio.

Tra i palazzi del XVIII e XIX secolo, si giunge in Piazza del Duomo, che fu ampliata nel XVII secolo e che ancora oggi rappresenta un luogo di rara bellezza. La Cattedrale, dedicata all'Annunziata e a S.Venera, fu costruita tra il 1597 e il 1618 e ristrutturata agli inizi del '700; i due campanili, con piastrelle policrome, il prospetto in uno stile pseudo-gotico e le volte sono opera di Giovanni Battista Filippo Basile, all'inizio del XX secolo. Di particolare pregio sono il rosone e il grande portale barocco seicentesco con statue seicentesche della Annunciazione e dei Santi Venera e Tecla. Al suo interno, possiamo ammirare alcune delle opere di Pietro Paolo Vasta e, all'incrocio delle navate vi è una meridiana del 1843.

La Basilica di San Pietro e Paolo (1642), è una purissima costruzione secentesca, risparmiata dal terremoto, con l'unico campanile sul lato destro, con cuspidi e pinnacoli; il Municipio costruito nel 1659 nel tipico stile barocco, ha balconi sorretti da mensole (scolpito in forme bizzarre) e coronati da ringhiere in ferro battuto.
La Biblioteca Zelantea fu fondata nel 1671 ed è sita in Via Marchese di Sangiuliano, 15-17 (raggiungibile da Piazza del Duomo passando per via Cavour) e rappresenta una tra le biblioteche più ricche della Sicilia (circa 150.000 volumi ); al suo interno la Galleria, fondata nel 1915, ospita pitture, disegni, stampe e sculture di scuola siciliana (dal XVI al XX secolo); tra le sculture la più nota è il busto di Giulio Cesare, un pezzo d'arte romana, meglio conosciuta come il "Busto di Acireale". Sul lato nord di Piazza del Duomo, vi è Corso Umberto I, caratterizzato da negozi e gelaterie, queste ultime, sono l'emblema della città. Alla fine di Corso Umberto I, troviamo Villa Belvedere, un giardino pubblico con una magnifica vista sul Mar Ionio e sull'Etna.

Acireale

cittadina che domina il mare e terra di contadini